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Apicoltura

Agricoltura biologica

L’agricoltura biologica è un metodo di produzione definito e disciplinato a livello comunitario dal Regolamento CEE 2092/91, e a livello nazionale dal D.M. 220/95.

In agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere), nè Organismi Geneticamente Modificati (OGM).

Alla difesa delle colture si provvede innanzitutto in via preventiva, selezionando specie resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate come, per esempio:

• la rotazione delle colture, si evita di coltivare per più stagioni consecutive sullo stesso terreno la stessa pianta. In questo modo, da un lato si impedisce ai parassiti di trovare l’ambiente favorevole al loro proliferare, e dall’altro si utilizzano in modo più razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti del terreno;
• la piantumazione di siepi ed alberi, che ricreano il paesaggio, danno ospitalità ai predatori naturali dei parassiti e fungono da barriera fisica a possibili inquinamenti esterni;
• la consociazione, che consiste nel coltivare contemporaneamente piante diverse, l’una sgradita ai parassiti dell’altra.

In agricoltura biologica si usano fertilizzanti naturali come il letame ed altre sostanze organiche compostate (sfalci, ecc.) e sovesci, ossia si incorporano nel terreno piante appositamente seminate, come trifoglio o senape.

In caso di necessità, per la difesa delle colture si interviene con sostanze naturali vegetali, animali o minerali: estratti di piante, insetti utili che predano i parassiti, farina di roccia o minerali naturali per correggere struttura e caratteristiche chimiche del terreno e per difendere le coltivazioni dalle crittogame.

Qualora fosse necessario intervenire per la difesa delle coltivazioni da parassiti e altre avversità, l’agricoltore può fare ricorso esclusivamente alle sostanze di origine naturale espressamente autorizzate e dettagliate dal Regolamento europeo (con il criterio della cosiddetta “lista positiva”).

La Lunigiana, territorio DOP

Il territorio interessato alla produzione, trasformazione, elaborazione e condizionamento del “Miele della Lunigiana” si estende per circa 97.000 ha. della provincia di Massa-Carrara, comprendendo per intero i seguenti Comuni: Aulla, Bagnone, Casola in Lunigiana, Comano, Filattiera, Fivizzano, Fosdinovo, Licciana Nardi, Mulazzo, Podenzana, Pontremoli, Tresana, Villafranca in Lunigiana, Zeri.
Le prime notizie certe sull’apicoltura in Lunigiana le possiamo ricavare dai libri dell’Estimo generale dell’anno 1508 della Comunità di Pontremoli, che è la prima fonte di informazioni dopo la completa distruzione e l’incendio della città ad opera dell’esercito di Carlo VIII, con perdita di tutti i documenti precedenti. Da questo Estimo risulta che già in quel periodo l’apicoltura era considerata un’attività produttiva da reddito, tanto è vero che era prevista una tassa per ogni alveare posseduto. Gli alveari censiti in quell’anno erano 331; per avere un’idea dell’importanza della produzione di miele, basta confrontarla col numero di capi di bestiame censiti: 447 mucche, 15 asini, 32 cavalli, 41 maiali ecc..

L’apicoltura del Villaggio dell’Accoglienza

L’apicoltura del Villaggio dell’Accoglienza prende vita circa  nel 2000 grazie all’esperienza  dei responsabili della Casa Famiglia “S. Francesco”, della Comunità Papa Giovanni XXIII, sita a Mulazzo.

Già negli anni 80 le api sono state una parte fondamentale per la vita della Casa Famiglia quando ancora non esisteva il Villaggio;  per i genitori della Casa Famiglia le api rappresentavano una ragione di vita non tanto per il guadagno economico ma soprattutto per la soddisfazione di vivere in contatto con questo mondo.

Oggi l’apicoltura al Villaggio è diventata professionale: gli oltre 1000 alveari del Pungiglione sono gestiti nel pieno rispetto del disciplinare BIOLOGICO e di quello D.O.P. per garantire la salute delle nostre api e la qualità dei loro prodotti.

Forniamo anche assistenza e consulenza tecnica e diamo la possibilità di svolgere esperienze“sul campo” e stage formativi in azienda.
Oltre al 1° miele DOP italiano di acacia e castagno produciamo anche pappa reale, polline, cera  e sciami.
Per noi il settore apistico è  molto importante, infatti la nostra esperienza ci ha fatto constatare come questa attività  sia efficace dal punto di vista terapeutico e della rieducazione dei ragazzi, che accogliamo in famiglia o nel Centro Rinascere del Villaggio, i quali provengono da percorsi di sofferenza e di disagio. In questa attività manuale le persone accolte entrano  in contatto con una natura da rispettare e dei cicli biologici a cui adeguarsi.