Diamo una famiglia a chi non ce l'ha. Ci stai?

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Villaggio dell’Accoglienza

Tra i verdi colli della Lunigiana sorge il “Pungiglione – Villaggio dell’Accoglienza”, una realtà che affonda le sue radici nella Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi. Oggi il Pungiglione è un polo altamente specializzato nell’attività dell’Apicoltura attraverso i suoi settori integrati: mieleria, cereria e falegnameria, ma soprattutto è un vero e proprio villaggio che accoglie persone svantaggiate che arrivano da percorsi di sofferenza: un’opportunità per costruire una società più giusta.

Il nostro cammino nasce dall’incontro con la Comunità Papa Giovanni XXIII. Al Pungiglione siamo 3 nuclei famigliari della Comunità fondata da Don Benzi. Insieme abbiamo sviluppato il progetto Rinascere (un centro di accoglienza per persone adulte) e abbiamo dato vita al Villaggio dell’Accoglienza. Qui operiamo con diversi laboratori ergo terapici, dove si producono prodotti di qualità della filiera del miele, e ci impegniamo senza alcuno scopo di lucro, a creare percorsi di formazione al lavoro per le persone accolte che hanno vissuto esperienze drammatiche come la detenzione o la schiavizzazione imposta dal racket della prostituzione.

Siamo una cooperativa sociale che lavora in modo biologico i vari prodotti delle api: miele, pappa reale, cera e propoli. Nel 2004, per quanto riguarda i mieli di castagno e di acacia prodotti in Lunigiana abbiamo ottenuto dall’Unione Europea il riconoscimento DOP . Siamo stati i primi in Italia ad ottenere questo certificato.

Oltre alle tre Case Famiglia (cioè nuclei famigliari accoglienti) c’è il “Centro Rinascere”: è un progetto di prevenzione e riduzione del disagio sociale con buone percentuali di successo, nato grazie alla collaborazione di volontari e sostenuto dagli enti locali. Il centro, situato all’interno del Villaggio, accoglie adulti in difficoltà provenienti da esperienze di emarginazione che, attraverso la vita condivisa direttamente con le nostre famiglie e il lavoro in cooperativa , ritrovano speranza, equilibrio ed un posto nella società. Seguiamo così lo stile specifico della vocazione della Comunità Papa Giovanni XXIII: la condivisione diretta della propria vita con gli ultimi.