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Quando l’apicoltura è biologica

Posted by: In: Le nostre attività 10 Jul 2014 Comments: 0

Due fattori fondamentali caratterizzano l’apicoltura biologica: l’ambiente in cui vivono le api e i trattamenti che subiscono gli alveari per poter produrre. Severe leggi sia europee che statali devono essere rispettate e i controlli sono, giustamente, molto stretti; se vogliamo un miele che contenga la minor quantità possibile o, meglio ancora, la totale assenza di residui che possono essere dannosi per la salute, allora l’attenzione deve essere focalizzata su dove vengono posizionate le arnie e sui prodotti utilizzati per la cura delle malattie delle api. Ma non solo…

La cera che l’apicoltore introduce nelle arnie è altrettanto importante per la riuscite di un miele sano e corposo; infatti molti sono i fogli cerei introdotti sia nel nido sia nel melario e se questi non sono della giusta qualità tutto il ciclo di produzione del miele viene compromesso.

Per quanto riguarda le malattie delle api è bene sapere che due sono quelle più diffuse nell’apicoltura biologica: la peste americana e la varroa. Non potendo usare gli antibiotici e altri prodotti utilizzati dai produttori convenzionali è necessario riequilibrare tutte le famiglie ogni primavera, altrimenti alcune di loro produrrebbero poco o nulla.

I metodi di lotta contro le malattie ci vengono spesso suggerite dal regolamento comunitario: innanzitutto, come sempre, prevenire è meglio, quindi gli apicoltori del Pungiglione si occupano di selezionare i ceppi più resistenti, di modo che siano naturalmente meno esposti alle malattie. Questo si ottiene selezionando le regine degli alveari più resistenti, semplicemente osservando le caratteristiche naturali dei vari gruppi. Inoltre è fondamentale ispezionare periodicamente le arnie, di modo che la malattia venga scoperta in tempo.

Ma quando la prevenzione non basta bisogna pensare ad una cura. Nei casi di infestazione da Varroa, la cura avviene tramite alcuni acidi (formico, lattico, ossalico) e con olii essenziali quali mentolo, timolo, eucalipto e canfora; quello che vanta più successi sul campo è il timolo. Vietatissimi invece tutti i medicinali allopatici, ottenuti tramite sintesi chimica, che oltretutto comportano la sostituzione di tutta la cera del nido, avendo come conseguenza più danni che benefici.

Quindi per quanto riguarda la varroa sono necessari due interventi, uno estivo per abbassare la quantità di acari, ed uno eradicante in autunno. Il primo viene effettuato prima del 15 agosto col timolo; il secondo verso metà-fine novembre. Come potrete vedere se verrete a visitarci ogni passaggio della produzione è seguito e controllato da esperti del Pungiglione, per far sì che i prodotti offerti al pubblico rispettino davvero le aspettative.

Rispettare il naturale andamento della vita delle api non è facile, ma al Pungiglione facciamo il possibile perché tutto sia naturale, così da avere un
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